giovedì 2 agosto 2007

Maria Callas, a great voice!

Interesting indeed the chapter www.wikipedia.org dedicate to Maria Callas.

Maria Callas "big" or "small" voice?

Richard Bonynge, Joan Sutherland's husband, so said in 1982:
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In the years prior to her weight loss, Callas's voice was a dramatic soprano, the sheer size of which was much commented upon, and there were no complaints about unsteadiness even in the most exposed passages. In a 1982 Opera News interview with Joan Sutherland and Richard Bonynge, Bonynge stated, "But before she slimmed down, I mean this was such a colossal voice. It just poured out of her, the way Flagstad's did... Callas had a HUGE voice! When she and Stignani sang Norma, at the bottom of the range you could barely tell who was who... Oh it was colossal. And she took the big sound right up to the top." In his book, Michael Scott makes the distinction that whereas Callas's pre-1954 voice was a "dramatic soprano with an exceptional top", after the weight loss, it became, as one Chicago critic described the voice
in Lucia, a "huge suprano leggiero". In performance, Callas's range was just short of three octaves, from F-sharp (F#3) below middle C (C4) heard in "Arrigo! Ah parli ad un core" from I Vespri Siciliani to E-natural (E6) above high C (C6), heard in the same opera as well as Rossini's Armida and Lakmé's Bell Song. After her June 11, 1951 concert in Florence, Rock Ferris of Musical Courier said, "Her high E's and F's are taken full voice." In a French TV interview, Callas's teacher Elvira de Hidalgo spoke of her voice soaring to a high E, but did not mention the high F. Although no definite recording of Callas singing high F's have surfaced, the presumed E-natural in her performance of Rossini's Armida—a poor-quality bootleg recording of uncertain pitch—has been referred to as a high F. The aria in question is 'Per me propizio il fato', a 1952 live recording and though the quality is poor, the high F can be hear rising above the orchestra as Callas holds it for 3 seconds.
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Belcantismo/Callasiano

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Maria Callas su OperaClick?
Proibito esprimere giudizi che non siano strettamente in sintonia con la "direzione artistica".

Maria Callas on OperaClick? It is forbidden to write there about her, when the criticism is not tuned with that "artistic management".

Franco Soprano su Maria Callas (1977):
http://it.youtube.com/watch?v=LskcV6ah8nk
http://it.youtube.com/watch?v=C9Rnw0nIr8s

Maria Callas/Sonnambula Bellini: "Ah, non giunge..." 1955, Bernstein, Scala
http://www.youtube.com/watch?v=jDDDRyYMkKc

Maria Callas nella critica di Rodolfo Celletti

I am sorry for not italian mother-language but below you can find one of the best analisys of Callas' singing and acting art of ever:

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La CALLAS, per il complesso delle sue caratteristiche vocali e di repertorio, ha sovente indotto la critica ad un rapporto con le due cantanti più rappresentative del primo romanticismo: la Pasta e la Malibran. All'una la riallaccerebbero la singolare ampiezza del fraseggio e la plastica nobiltà dell'atteggiamento scenico nelle parti regali e sacerdotali; all'altra la varietà dell'accento, la prontezza dell'intuizione e anche la possibilità di accostarsi felicemente al genere giocoso. Ma il confronto è stato suggerito, a recensori particolarmente edotti dello stile vocale ottocentesco (T. Celli, F.d'Amico, E. Gara e poi vari altri), soprattutto da due elementi: l'eccezionale estensione della gamma e la non meno eccezionale facoltà di eseguire parti di pura agilità con una voce voluminosa, squillante e di timbro scuro. Il parallelo è poi ribadito dalla presenza, nell'organizzazione vocale della C., di manchevolezze a suo tempo rimproverate alla Pasta e alla Malibran, in specie le disuguaglianze di registro (difetto comune a quasi tutte le voci di grande estensione, che molte altre celeberrime cantanti, dalla Pisaroni alla Lind, non arrivarono a dissimulare). Nella C., ad ogni modo, le disparità timbriche tra centri, zona di passaggio e settore acuto sono evidenti; così come è più o meno palese, a seconda della tessitura, l'opacità di certi suoni gravi o il fondo gutturale, e nemmeno privo di asperità, del medium. Asperità e smagliature di vibrazioni trapelano, a volte, anche negli acuti estremi (specie quando la C. affronta parti d'agilità dopo opere dalla tessitura centralizzante) e nei sopracuti, che comunque annoverano il sicuro possesso del mi. Senonché, queste mende sono il più delle volte neutralizzate dalla forza dell'azione interpretativa; quando addirittura la C. non se ne avvale deliberatamente in senso drammatico. Così in varie scene della Norma e, in maniera più tipica, nel Macbeth e nella Medea, certi suoni acri e taglienti e certe inflessioni cupe e velate rendono più essenziale il satanismo del personaggio. In pratica, quindi, si potrebbe affermare che gli appunti che sogliono esser mossi sotto il profilo vocale alla C. hanno un peso solo se riferiti al suono valutato in senso fisico, ma perdono valore di fronte alla considerazione che il vero traguardo da raggiungere è la caratterizzazione del personaggio. Ciò posto, sarebbe arduo negare alla C. facoltà abnormi e tali da fare probabilmente storia a sé. Per la tecnica superlativa, la capacità di eseguire scale, volate, gorgheggi, agilità d'ogni tipo sia con l'andamento brillante, vigoroso, quasi aggressivo ch'era prerogativa di molti virtuosi fino a Rossini, sia nel tono flebile e flautato, che successivamente caratterizzerà i brani "coloratura", la C. può essere anzitutto classificata una vocalista d'eccezione. I suoi attacchi appaiono d'una nettezza esemplare, i legati e i portamenti sono lineari; possiede ampiezza di fiati, messa in voce, perfetta quadratura. In termini di mero virtuosismo, un paragone con i soprani leggeri più in vista dell'ultimo trentennio denuncerebbe, a suo svantaggio, soltanto la minore velocità nell'esecuzione di certi acrobatismi: nondimeno il confronto è reso problematico dal fatto che il temperamento della C. è agli antipodi del fondamentale meccanicismo cui si impronta la coloratura delle odierne cantanti d'agilità. Vale a dire che anche in parti come quelle di Lucia, Amina e Elvira dei Puritani, il canto della C. si sviluppa in un ambito espressivo più ampio di quello delineatosi dopo la Lind e la Patti, e tende a gravitare sull'elemento tragico, oppure a infondere in quei personaggi vigorosi slanci affettivi. Ma, a questo punto, occorrerebbe stabilire se, a parte le risorse coloristiche dipendenti dalla natura della voce e dalla tecnica, esistano nella C. presupposti che la rendano più idonea a sostenere un determinato repertorio anziché un altro. È questione ardua a lumeggiare per la coesistenza di numerosi elementi contrastanti. Restringendo, inizialmente, l'indagine ad un periodo che partendo da Cherubini giunga fino a Verdi, non si può disconoscere alla C. una sensibilità pressoché miracolosa nel cogliere e riprodurre le più sottili differenze dei vari stili; e ciò non solamente nelle arie, ma nel declamato, nel recitativo, nell'impronta del fraseggio, nella graduazione dell'accento, nell'andamento dei tempi. Le sue interpretazioni danno effettivamente l'idea d'un ritorno al clima originario dell'opera sia per quanto concerne la soluzione dei problemi tecnico-vocali, sia per quanto riguarda lo spirito del personaggio (di qui i citati raffronti con la Pasta, la Malibran, e, a proposito della Medea, con la Schröder-Devrient). Tuttavia, scendendo ancor più in profondità, si potrebbe asserire che sul comune denominatore d'una ricostruzione storica sempre abilissima, gioca in modo alterno la sua maggiore o minore adattabilità alle varie tessiture, in primo luogo, e quindi ai vari personaggi. Per cui, ferma restando la sua eccellenza nelle parti tragiche in genere, la perfezione sarebbe attinta in alcune soltanto di esse: là, cioé, dove la C. abbia modo di fondere la propria intima tendenza ad un canto nervoso, ossessivo, lampeggiante, con alcune tra le più seducenti risorse della vocalista. Se ne dovrebbe dedurre che tra i suoi personaggi la priorità spetta a Medea, ad Anna Bolena (lacerante il grido invasato di rivolta: "I giudici! Ad Anna!" non meno della dolcissima mezzavoce - anzi, eco d'una mezzavoce, come ha scritto Gara - con cui la C. tratteggia il delirio della protagonista al finale dell'opera snodando su una sottilissima lamina di suono le più ardue fioriture e agilità: impresa semplicemente prodigiosa e, per fortuna, conservata in un'incisione) e, nel ciclo verdiano, a Lady Macbeth. Giunti però a questa conclusione, non va sottaciuto che a quasi tutte le figure del vecchio repertorio la C. è riuscita ad applicare quella che è in sostanza la formula vocale antica depurata da ogni convenzione, alterazione o incrostazione non compatibile con il gusto moderno. Di modo che il processo interpretativo, oltre a svolgersi con una rigida osservanza del testo musicale, non denuncia le distrazioni o i momenti di deliberato assenteismo che caratterizzavano, anche per intenti di economia vocale, gli esecutori d'un secolo fa. Un personaggio della C. è sempre attivo e operante, anche nei pezzi d'insieme, anche nel recitativo apparentemente più trascurabile, perfino nel semplice gesto (come, nel Trovatore, alla scena del chiostro, le mani che s'accostano lentamente al viso di Manrico, per un attimo creduto un fantasma). Qui subentra un altro aspetto preponderante della personalità della C.: una perizia scenica spinta a così alto grado da realizzare una perfetta fusione tra canto e gesto. L'attrice è, come la cantante, sensibilissima al clima storico e al gioco delle diversità stilistiche, che asseconda non soltanto con truccature perfette e costumi appropriatissimi, ma con un apporto ben più intimo alla configurazione del personaggio: grazie all'espressione del volto o al modo in cui entra in scena, la C. è Norma, Lucia, Elisabetta di Valois, Gioconda sin dal primo istante in cui si presenta al pubblico, ripetendo così il fenomeno di istantanea immedesimazione insito nelle apparizioni di Chaliapine. Se l'autorità dell'attrice coadiuvi l'abilità vocale nel distrarre lo spettatore dalle manchevolezze del timbro, è argomento che riveste una speciale importanza ove si passi ad una valutazione della C. quale interprete del repertorio della "giovane scuola" italiana, le cui tessiture centralizzanti non potevano non risultare ostiche ad una voce impostata per svettare negli spazi astrali del pentagramma e per di più priva delle inflessioni sensuali dei soprani cosiddetti veristi. In questo settore, si può forse giungere a conclusioni complessivamente negative nei confronti della C., con l'avvertenza però ch'esse si rivolgono soltanto alla qualità fisica del suono: indubbi sono i meriti interpretativi e in particolare la giustizia resa a Fedora e a Maddalena di Coigny, riprodotte sotto sembianze e con atteggiamenti di autentiche grandi dame, dopo le innumerevoli plateali deformazioni loro inflitte nell'ultimo cinquantennio (anche Tosca subisce, nella raffigurazione della C., un processo analogo). Soffermarsi sulle polemiche di natura extra-artistica suscitate da taluni atteggiamenti della C., affini al "divismo", o almeno apparentemente tali, esula dalle finalità della presente trattazione; d'altronde, si tratta di avvenimenti di cui la stampa di tutto il mondo s'è ampiamente occupata. È però opportuno porre in rilievo che l'interesse che la C. ha saputo suscitare, come cantante e come donna, non ha precedenti, Caruso a parte, nel nostro secolo, ed è valso a reinserire il teatro d'opera nel vivo dell'esistenza dell'attuale società. Molto attiva nel campo della fonografia, la C. ha riversato nei dischi quasi tutte le sue interpretazioni più tipiche e la perfezione ormai raggiunta dalle tecniche di incisione ha consentito una riproduzione esauriente delle sue doti vocali e del suo stile. In genere, anzi, l'incisione tende ad attenuare qualche asperità timbrica. Questo è uno dei casi, però, in cui nemmeno il disco più felice rende interamente la personalità dell'artista. Manca infatti il sussidio della raffigurazione scenica, elemento determinante delle interpretazioni della Callas.

Rodolfo Celletti - estratto da "Le Grandi Voci" - Dizionario
Critico-Biografico dei Cantanti - Istituto per la collaborazione
Culturale - Roma 1964.
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Belcantismo/Callasiano

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Il mio Canale di YouTube dedicato all'Arte di Maria Callas: Belcantismo
My YouTube Channel dedicated to Maria Callas Art: Belcantismo

Franco Soprano su Maria Callas (1977):
http://it.youtube.com/watch?v=LskcV6ah8nk
http://it.youtube.com/watch?v=C9Rnw0nIr8s

Maria Callas/Sonnambula Bellini: "Ah, non giunge..." 1955, Bernstein, Scala
http://www.youtube.com/watch?v=jDDDRyYMkKc

lunedì 30 luglio 2007

OperaClick, an anticallas forum

There is an italian opera forum (but it is something else, too), "OperaClick" (operaclick.com) its name, on which is not possible to write about Maria Callas without receiving insults and offense by little "personaggi", in "operatic" search of visibility...

Each forum generally have "moderators" behind, people who should moderate as "referee" to avoid the discussions degenerate into exchange of offense and so on. It is possible, nowadays, to feed the old and anachronistic disagreements between the opposit factions of "callasiani" and"tebaldiani" by attidudes openly "partisan"? I find it extremely pernicious if that "partisanery" is included in the moderation itself, autodestroying every appearence of credibility for the possible "moderator".
On that forum, one of the "referee", nicknamed "Radames", is insolently "tebaldiano" (nothing to oppose to Tebaldi fans, of course!), but he loves to work only against all can involve the name Callas. I find it ridiculous for a moderator of a forum dedicated to opera music, because he is not "equidistant", nor he tries to appear so...
One only review from him on OperaClick web site about Renata Tebaldi (of course!), nothing else.
In a word, he is clearly not "superpartes"!

It could be not censurable if he would avoid to attack the presumable"enemies" of his "diva" directly on the forum, jumping in the arena to support the "claque" that inevitably, and apparently with no reasons, offends and insults people who tries in same way to write of art and performances of Maria Callas.
It could be not censurable if he should be "superpartes" to referee every excess, under the duty of an "equidistance" (that he don't have!).
Anybody can believe such "tebaldiano", of that special "genre", can be ever a good "referee"? I am not sure of it, because he reduces his moderation role to an unrestrain game, always "on guard" to exalt every (and presumed) Callas' imperfections!

I have just had an unpleasant experience with him after few monts and very few posts to that forum.

On OperaClick forum, he, and other "moderators", have let pass several insults like "dement", "slob" e "hysteric", referred to admirers/ fans/ supporters of Mrs.Callas. The only fault for them, trying to discuss, politely, with no offense to anybody, of Callas and her art.
The "moderation" didn't work because the offenses against Callas fans, always pass, the clarifications from Callas fans against those offenses are always seen as stupid "widowhood" (sic!)!
After a very "fired" private messages exchange, culminated in other insults from the same "Radames" on my private e-mail, I was banned.
Further clarification: the offense and the insults from anticallas group had been passed into pubblic discussions, between the posts to forum themselves; my protests, probably caused the cancellation of the access to the forum, remained on the "private part", impossible to consult from everything.
It is very important to note how they are working and which democratic methods support their actions.

The conclusions should be that little men don't know what is the democratic debat, remembering some people start to consider themselves too much important only because are moderating a group or a forum. It is unbelieveable that nowadays the most Great of ever causes still animosity and grudge, contempt and hate. Absurd and totally discouraging when it happens in an opera fans environment.

Maria Callas died in the end in 1977, Tebaldi some times ago, and even is not possible, in any sense, to comparate the huge historical relevance in the opera interpretation of the first, marking a difference from which is not more possible to set aside, somebody, hidden behind the moderation of a forum, still tries to blow on fire of a (incredible and hypothetic) similar importance between the two. Well said: delivering a childish attempt to reduce Maria Callas absolutely to nothing!

I am here on this blog dedicated to Maria Callas to tell you and to the world the truth, if somebody wants to know more, contact me on belcantismoNO@SPAMymail.com (deleting "NOSPAM" to obtain the correct e-mail address).
I keep the right to pubblicate all entire private corrispondance with that strange "moderator", considering I was prevented to write on Maria Callas and her vocal/interpretative Genius.

Belcantismo/Callasiano

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Maria Callas su OperaClick?
Proibito esprimere giudizi che non siano strettamente in sintonia con la "direzione artistica".

Maria Callas on OperaClick? It is forbidden to write there about her, when the criticism is not tuned with that "artistic management".

Franco Soprano su Maria Callas (1977):
http://it.youtube.com/watch?v=LskcV6ah8nk
http://it.youtube.com/watch?v=C9Rnw0nIr8s

Maria Callas/Sonnambula Bellini: "Ah, non giunge..." 1955, Bernstein, Scala
http://www.youtube.com/watch?v=jDDDRyYMkKc

OperaClick il forum anticallas

C’era una volta… un forum di discussioni sulla musica lirica - oggi è anche altro - il suo nome è OperaClick, sul quale non è possibile scrivere di Maria Callas senza beccarsi le ingiurie e le offese di microscopici personaggi in cerca di visibilità.

Come tutti sanno, il dibattito nei forum - almeno quelli seri - viene garantito dai "moderatori", che dovrebbero agire come arbitri al fine di evitare che, nell’affollamento più o meno ordinato di utenti, si possa facilmente degenerare in offese ed insulti, anche partendo da una discussione all’apparenza innocente. E per cosa, poi?

Ancora oggi, antichi, anacronistici, e mai sopiti dissapori tra le opposte fazioni di "callasiani" e "tebaldiani" (data la scarsa rilevanza del contendere, nel secondo caso forse sarebbe più corretta la definizione: "anticallasiani"), vengono alimentati da atteggiamenti chiaramente faziosi e partigiani. Gravissimo quando la partigianeria si annida nella stessa "moderazione", perché svuota di significato l’arbitraggio super partes, necessario per un sereno scambio di idee, corrodendo inesorabilmente la credibilità del sito, o del forum, coinvolto.

So bene che non è inusuale assistere ad episodi come quelli che racconterò, ma in genere quando si rimane colpiti in prima persona, si vedono le cose diversamente.
Quindi, è accaduto ancora! Anzi, MI è accaduto!

Sul forum di cui dicevo, uno dei “moderatori”, celato dietro il nick "Radames", è sfacciatamente tebaldiano e anticallas e non fa nulla per nasconderlo. Tanto per chiarire, l'unica sua produzione "critica" si riduce alla monografia/intervista - in ginocchio - dedicata a madame Renata Tebaldi.
Non ci sarebbe niente di male - ognuno ha i propri gusti - se non intervenisse a sproposito per attaccare i "nemici" della sua "diva", sempre a supporto di una "claque" che, immancabilmente e senza alcun motivo apparente, offende ed ingiuria chi cerca di ricordare l'incommensurabile grandezza di quel soprano greco-americano che fa di nome Maria e di cognome Callas.
Non ci sarebbe niente di male - ognuno ha i propri gusti - se rimanesse super partes, cercando di arbitrare qualsiasi eccesso dall'alto di una dovuta ma, purtroppo per lui, inesistente "equidistanza".

Piccolo inciso: qualcuno crede possibile che un tebaldiano anticallas possa mai diventare un buon “arbitro” in una discussione di musica lirica? Può esserlo un "giocatore" sfegatato, sempre lancia in resta per rimarcare ed esaltare - in modo del tutto abnorme - i presunti "difetti" di una cantante che proprio non riesce a digerire?

E arrivo al dunque. Sono reduce da una sgradevole esperienza proprio con quel tebaldiano anticallas.

Sul forum di OC (operaclick), nel tempo hanno lasciato passare alcune ingiurie come "cialtrone" ed "isterico", riferite ad ammiratori della Callas, sol perché civilmente, e senza offese a nessuno, avevano osato parlare bene di lei. Ciò è accaduto senza che alcuno della moderazione/ proprietà battesse ciglio! Hanno invece trovato il tempo di "bannare" chi, come me, si è lamentato, a più riprese, di quanto stava accadendo, e lo ha fatto notare a muso duro.

Sia chiaro questo punto: le ingiurie sono state fatte passare - pubblicamente - sul forum stesso, senza ritoccarle di una virgola, nel mentre le mie rimostranze, che hanno poi causato la cancellazione dell'account di accesso, sono avvenute in privato, con uno scambio diretto delle "opinioni" tra il presunto "moderatore" ed il sottoscritto. Tanto per chiarire come funzioni quel forum, e che metodi "democratici" lo supportino.
Purtroppo il tutto va inquadrato nel navigare a vista di quel piccolo cabotaggio umano che non conosce cosa sia il libero dibattito, né sa dove sia di casa la buona creanza.

E’ incredibile che, ancora oggi, la più Grande di sempre debba suscitare sterile animosità e stupido rancore, innescando, in taluni poveri di spirito, disprezzo ed odio del tutto ingiustificati. Ancor più assurdo ed antistorico se ciò accade in un ambito dedicato specificamente alla musica lirica, prendendo a pretesto una delle tante cantanti che senza la presenza storica debordante della Callas oggi non sarebbero nemmeno ricordate

La Callas è morta nel 1977, la presunta rivale appena pochi anni fa, e anche se non è possibile - in alcun modo - paragonare l'enorme importanza storica che la prima ha avuto nella storia dell'interpretazione, tracciando un solco da cui successivamente nessuno più ha potuto prescindere, c'è chi, ancora oggi, soffia sul fuoco di un'ipotetica "pari" rilevanza artistico/storica tra le due (anzi, no, PEGGIO, tentando di ridurre l'imponente ed insostituibile importanza dell'Arte vocale ed intepretativa di Maria Callas al nulla!).

Intanto, va avanti a fare danni facendo finta di nascondersi dietro il termine di "moderatore", buttandosi appena possibile nell’agone contro la Callas, oppure ogni qualvolta si presenta la "ghiotta" occasione per catapultarsi al centro dell'attenzione.
Istruttivo, comunque, apprendere che da quelle parti gli “arbitri” possano scendere in campo a giocare le partite contro una delle squadre presenti, senza che alcuno li sanzioni - con l'esplusione - per evidente conflitto di interessi.

Ho creato il Blog, dedicandolo a Maria Callas, anche per raccontare questa verità.

Se qualcuno ha desiderio di saperne di più, può scrivermi in privato. L'intera corrispondenza intrattenuta con quella strana specie di "moderatore" è a disposizione di chiunque ne faccia richiesta.

In conclusione: si sappia che nell’Anno Domini 2007, a ben 30 anni dalla scomparsa del più grande fenomeno vocale dei nostri tempi, un forum dedicato all’Opera e alla musica lirica, mi ha censurato, impedendomi di scrivere liberamente dell’arte vocale ed interpretativa di Maria Callas. Nel farlo, durante la fase finale del burrascoso, e finalmente concluso, rapporto, si sono spinti persino a volgari ed assolutamente ingiustificati attacchi personali.

Belcantismo/Callasiano

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Maria Callas su OperaClick?
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Franco Soprano su Maria Callas (1977):
http://it.youtube.com/watch?v=LskcV6ah8nk
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Maria Callas/Sonnambula Bellini: "Ah, non giunge..." 1955, Bernstein, Scala
http://www.youtube.com/watch?v=jDDDRyYMkKc